Lutto nel mondo della moda, è morto Alexander McQueen

Fashion designer di fama mondiale, nasce a Londra nel 1969, lascia la scuola a 16 anni e dopo una piccola parentesi come apprendista presso i costumisti teatrali Angels and Bermans, a 20 anni si trasferisce a Milano dove lavora per Romeo Gigli. Fa ritorno a Londra per diplomarsi alla Saint Martin’s School of Art. Nel 1996 diventa direttore creativo di Givenchy, ruolo che lascia 5 anni dopo dichiarando che sentiva repressa la sua creatività.
Mente geniale, controversa, si fa conoscere per le sue sfilate trasgressive e audaci che gli sono valse il ‘titolo’: the hooligan of English Fashion.
Nel 1999 viene accolta con un’ovazione la sua sfilata spring/summer in cui due robot dipingono il vestito indossato dalla modella, una dichiarazione forte, come a voler dire: moda e arte parlano la stessa lingua. Una sfilata che è: moda, arte e performing art.

Alla stessa sfilata partecipa la modella, attrice e atleta statunitense Aimee Mullins, che ha subito l’amputazione di entrambe le gambe all’età di 1 anno.

Nel 2001 lavora per Gucci, collabora con Puma nel 2003 creando un’intera linea sportiva.
Nel 2009, destano scalpore le Armadillo Shoes dal tacco alto 30 cm, presentate all’ultima collezione spring/summer 2010, indossate da Lady Gaga nel suo video Bad Romance. Non solo scarpe, un’opera d’arte, una scultura.

Coco Chanel ha detto: “La moda riflette sempre i tempi in cui vive, anche se, quando i tempi sono banali, preferiamo dimenticarlo”. Di sicuro non sono stati tempi banali quelli in cui ha creato Alexander McQueen.