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Milano Fashion Week – Collezione primavera-estate 2010

Il 23 settembre inizia la settimana della moda di Milano, organizzata dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, l’evento più atteso per il prêt-à-porter. L’edizione di settembre-ottobre presenta le collezioni primavera/estate per il 2010. Tantissime le collezioni, 182 tra 97 sfilate, 78 presentazioni e 28 presentazioni su appuntamento, nel fittissimo calendario che attirerà a Milano 2.500 giornalisti delle maggiori testate nazionali e internazionali, fino al 30 settembre. Durante la settimana della moda, vengono organizzati molti appuntamenti collaterali alle sfilate, tra feste, mostre, eventi culturali e artistici, aperture straordinarie di negozi e di ristoranti il divertimento è assicurato 24 ore su 24!
Milano Moda si svolgerà al Milano Fashion Center in Via Gattamelata, nella piazza centrale si potranno seguire le sfilate sui maxischermi. Il centro è dotato di grandi sale e showroom dedicati agli editori e agli sponsor, sala stampa e spaziosi ambienti per le mostre e gli eventi artistico-culturali.
Per tutto il mese di settembre, la moda è la protagonista a Milano delle fiere che anticipano le nuove tendenze; dal salone del tessile di MilanoUnica a quello della pelle Mipel e delle scarpe Micam.

Fashion’s Night Out – A Global Celebration of Fashion

Il 10 settembre si terrà l’iniziativa Fashion’s Night Out – A Global Celebration of Fashion, voluta da Vogue America, la città di New York e il CFDA (Council of Fashion Designers of America) e in contemporanea con altri 13 paesi, tra cui l’Italia; per promuovere lo shopping e celebrare la moda.

Alla conferenza stampa per la presentazione della Fashion’s Night Out, Vera Wang ha dichiarato senza tanti giri di parole: To put it bluntly, if people don’t shop, people lose their jobs. Così per sostenere il settore moda, secondo solo a quello finanziario nella città di NY, la notte del 10 settembre i negozi rimarranno aperti fino alle 23:00, tra djset, feste, celebrità, beneficenza si preannuncia una lunga notte ricca di scoop!

Nota positiva: l’ingresso a tutti gli eventi è gratuito, non ci sarà bisogno di biglietti o inviti per partecipare ai festeggiamenti.
La maglia con il logo dell’evento, disponibile in due versioni a manica corta e lunga, sarà in vendita a 30 e 35 $ nei negozi di NY degli stilisti aderenti all’inizitiva. Taylor Momsen, cover girl per Teen Vogue, di Gossip Girl, ha personalizzato la sua t-shirt abbinandola ad un gilet in denim anni ’80 con un paio di Wayfarer neri.

In Italia a Milano, molti stilisti l’hanno personalizzata e hanno anche creato pezzi limited edition come shopper, borse, scarpe, foulard, occhiali da sole e tanti altri tra capi d’abbigliamento e accessori. Per tutte le info, cliccate qui.
A New York i soldi derivati dalla vendita delle magliette col logo dell’iniziativa saranno devoluti al National September 11 Memorial & Museum.
A Milano, i fondi ricavati dalla vendita dei pezzi limited edition saranno impiegati per piantare 500.000 alberi in tutta la città.

Ecco qui il video di presentazione dell’iniziativa, realizzato grazie alla partecipazione di stilisti e celebrità quali: Anna Wintour, Vera Wang, Donna Karan, Sarah Jessica Parker, P. Diddy e molti altri.

La nuova Birkin – Jean Paul Gaultier reinterpreta ancora una volta un mito

 

Jean Paul Gaultier, direttore artistico di Hermès ha reinterpretato la mitica Birkin. Tramite un trompe-l’oeil ha disegnato direttamente sulla pelle i profili della patta e le cinghiette della chiusura.

JPG ha spiegato che il suo intento è stato quello di lavorare sulla tecnica del trompe-l’oeil, in modo che la patta e le cinghiette sembrassero cesellate nella pelle accentuando ancor di più l’impressione di una lavorazione e di una creazione artigianali.

Il prezzo per avere la nuova Birkin? A partire da 11.000 euro.

JPG non è nuovo ai restyling per la maison Hermès, sempre sua la Birkin in versione short, più bassa, con i manici più lunghi per poterla portare a spalla.

O ancora, la Kelly, in versione invernale e nonborsa…un vero e proprio manicotto con l’interno in pelliccia che riproduce le forme della mitica borsa dedicata a Grace Kelly.

Ancora una volta JPG è riuscito a stupire tutti, reinterpretando non delle semplici borse, bensì dei miti, un’impresa per niente facile.

Il cinema e la moda

Alzi la mano chi ha visto almeno una volta il film Il diavolo veste Prada?

Sono sicura che molti l’avranno visto ben più di una volta, come me del resto! Tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Lauren Weisberger, questo film di David Frankel del 2006 rientra nella categoria dei film cult per tutte le fashion victims del pianeta per l’ambientazione nell’affascinante e sempre all’avanguardia città di New York, e per gli innumerevoli cambi d’abito dei personaggi scelti dalla costumista Patricia Field, la stessa di Sex and the City.

Non dimentichiamo inoltre che Frankel ha diretto anche alcuni episodi del telefilm Sex and the City. Quattro le protagoniste: Carrie la giornalista freelance, Charlotte la gallerista, Miranda l’avvocato e Samantha la PR, ognuna con uno stile personale ma ben definito. Come dimenticare la puntata in cui Samantha usò il nome dell’attrice Lucy Liu pur di avere la mitica borsa Birkin di Hermès, per la quale bisognava aspettare ben 5 anni!


Difficile non notare alcune costanti di questa serie tv riversate ne Il diavolo veste Prada: il turbinio delle luci della città e dei locali più di tendenza di NY, la difficoltà nell’instaurare rapporti umani in un mondo ogni giorno più cinico, la passione per scarpe, borse e vestiti…

Dopo anni di attesa dalla fine della sesta e ultima stagione di Sex and The City, nel 2008 è uscito il film che in tutto il mondo ha totalizzato 415.300.000 di dollari al botteghino. Si dice che il secondo episodio uscirà nel 2010, ancora non si sa nulla della trama ufficiale, forse si parlerà della crisi finanziaria ma nulla è ancora certo. Chissà se anche nel sequel sarà Patricia Field a occuparsi dei costumi…

I love shopping è il primo di una lunga serie di romanzi di Sophie Kinsella, pseudonimo di Madeline Wickham, diventato un film nel 2009. La storia, ambientata a NY è quella di Rebecca, shopaholic piena di debiti, che sogna di lavorare per la sua rivista di moda preferita, ma si ritroverà suo malgrado nella redazione di un magazine finanziario della stessa casa editrice, tuttavia la sua Rubrica della ragazza con la sciarpa verde riscuoterà successo.


Qui c’è un’intervista a Isla Fisher l’attrice che interpreta la protagonista e a Patricia Field, costumista del film. Qui invece trovate i Fashion Tips di Patricia Field, basati sulle scelte di moda da lei prese in I love shopping.

Indietro nel tempo, nel 1961, Audrey Hepburn icona di stile ed eleganza, è la protagonista di Colazione da Tiffany, ambientato a New York, in cui interpreta Holly, una ragazza eccentrica e mondana, sempre vestita alla perfezione, splendida nel little black dress creato da Givenchy.

Sempre Audrey Hepburn è protagonista 2 anni dopo, nel 1963 insieme a Cary Grant di Sciarada, una commedia-thriller ambientata a Parigi. Anche in questa pellicola Audrey ha indossato alcune creazioni di Givenchy. Purtroppo poco conosciuto, in realtà è un piacevolissimo film che esalta lo stile bon ton tipico degli anni ’60.

Il grande Robert Altman nel 1994 fece un ritratto cinico, non tanto del mondo della moda quanto dei media che vi gravitavano intorno, nel film zeppo di mostri del cinema come Marcello Mastroianni e Sophia Loren.

Tra le serie televisive che hanno dedicato molta attenzione alla moda e alle ultime tendenze impossibile non parlare di Gossip Girl, sempre ambientato a NY questa volta i protagonisti sono teenagers dell’Upper East Side; sul sito dell’emittente televisiva, la CW, il costumista Eric Daman ci parla dello stile delle protagoniste femminili. In questo blog troviamo dei veri e propri consigli d’acquisto per imitare lo stile delle protagoniste di GG.

Tanti i registi che hanno dedicato molto spazio alla moda nelle loro pellicole, facendo così sognare tutte le donne di ieri e di oggi!

Anna Wintour al David Letterman Show

La celeberrima direttrice di Vogue America, Anna Wintour è stata ospite del David Letterman Show (parte 1, parte 2). Distaccata e fredda come siamo abituati a intravederla di sfuggita, è entrata nello studio indossando un paio di occhiali da sole che si è poi tolta per salutare il presentatore. Bob impeccabile (taglio di capelli a caschetto) e occhiali da sole sono i suoi marchi di fabbrica. Indossava un tubino con le maniche corte, bianco e nero a stampa floreale di Carolina Herrera, stilista che Anna Wintour ha dichiarato di amare. Scambio di battute taglienti tra i due, Anna Wintour ha mostrato anche di saper sorridere alle frecciatine di Letterman. Alle accuse di essere troppo fredda ha risposto dicendo di essere in realtà solo molto esigente sul lavoro. L’intervista si è poi focalizzata sulla presentazione del documentario The September Issue dedicato alla redazione del numero più importante di tutto l’anno di Vogue America.

The September Issue

The September Issue è un documentario del regista R.J. Cutler girato negli uffici di Vogue America qualche mese prima di settembre 2008. R.J. Cutler ha seguito con le telecamere tutto illavoro che sta dietro alla stesura del numero di settembre, il numero più importante dell’anno, quello in cui si anticipano le tendenze delle stagioni a venire. Solo tre persone fanno parte del cast: Anna Wintour – direttrice di Vogue America, Grace Coddington – direttore creativo di Vogue America e Thakoon fashion designer di origini tailandesi, ora stabilitosi a New York.
Sicuramente si tratta del docu-film più atteso degli utlimi anni, un’occasione per vedere con i propri occhi come lavorano in redazione e se veramente la severità e la freddezza di Anna Wintour hanno ispirato Lauren Weisberger nello scrivere Il diavolo veste Prada. Krista Smith di Vanity Fair America ha commentato così: “Questo è il vero diavolo veste Prada.” La pellicola ha vinto al Sundance Film Festival 2009 il premio come Miglior Documentario.
Qui si può vedere il trailer ufficiale.

Ora non rimane che aspettare l’uscita del film nelle sale italiane, dobbiamo solo pazientare!