Missoni: l’eleganza tra le righe

Nel giorno in cui è venuto a mancare il fondatore di Missoni, provo a ricostruire brevemente la storia e il ruolo ricoperti nel fashion system dal brand. Missoni ha rivoluzionato completamente il mondo della moda imponendosi soprattutto come azienda leader nel settore della maglieria. Innovazione e creatività sono state le cifre stilistiche fin dall’inizio per il brand fondato da Ottavio, detto Tai, Missoni e dalla moglie Rosita Jelmini nel 1953, anno del loro matrimonio. Dopo aver iniziato con un piccolissimo laboratorio nella loro casa di Gallarate, la stampa inizia ad accorgersi di loro ed è proprio Anna Piaggi a parlare di Missoni nel 1965 e a dedicargli la copertina di Arianna nel 1967. Sempre nel ’67 il brand debutta a Palazzo Pitti e nel ’69 costruiscono lo stabilimento di Sumirago sempre con la filosofia di casa-bottega, solo che stavolta il successo è ormai internazionale. Aperto un punto vendita a NYC da Bloomingdale’s nel 1970, viene presentato il put-together, cioè il mix di fantasie e punti che diventerà la cifra stilistica del brand. Il fiammato a righe bianche e nere, tutti i colori possibili vengono accostati creando fantasie uniche e insuperabili per bellezza ed eleganza, un’eleganza non gridata, non logata. Numerosissimi i riconoscimenti ricevuti, a metà degli anni ’70 allargano il business creando biancheria per la casa, arazzi, accessori e gioielli. Innumerevoli le mostre che i maggiori musei del mondo gli dedicano. Nel ’98, in collaborazione con Marzotto, nasce M Missoni con le collezioni per uomo e per donna. L’anno prima Tai e Rosita avevano ceduto le redini dell’azienda ai figli: Vittorio (purtroppo scomparso, a gennaio di quest’anno, durante un viaggio in Venezuela), Angela e Luca. Oggi, anche i nipoti contribuiscono a garantire il futuro di un marchio riconosciuto a livello mondiale, ma che nello stesso tempo è riuscito a mantenere una forte connotazione di familiare nonché artigianale.

Ottavio Missoni

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