Mai rinunciare al marketing, parola di Renzo Rosso

 

 
 
Riporto per intero l’articolo di Isabella Naef (sottolineature mie)Mai rinunciare al marketing, parola di Renzo Rosso, che trovo quanto mai illuminante e ispiratore per le giovani menti creative di oggi.
 
 
“La crisi ha fatto una bella pulizia, ha tolto dal mercato marchi e imprenditori improvvisati, privi di managerialità, che producevano beni venduti a prezzi elevati, del tutto ingiustificati rispetto alla loro qualità”. Un modo positivo per rileggere la congiuntura economica da parte di Renzo Rosso, presidente del gruppo Only the brave, intervenuto questa mattina al tradizionale convegno di Pambianco, alla Borsa di Milano. Le parole dell’imprenditore veneto, fondatore di Diesel e a capo di Staff International, azienda che ha in portafoglio, tramite accordi di licenza produttivi e distributivi, marchi come Dsquared2, Marc Jacobs Uomo, Maison Martin Margiela, Viktor & Rolf e Vivienne Westwood, incarnano perfettamente lo spirito del convegno di quest’anno, il cui titolo è “Moda: nulla più come prima”.
Per Rosso, infatti, la vera novità di questi tempi consiste nel ritrovare la passione, le idee dell’inizio, nell’essere un po’ “Be stupid” come recitava la penultima campagna Diesel (quella nuova, con due giovani seminudi che mettono in evidenza un coloratissimo intimo, sta già facendo discutere addetti ai lavori e non). “Mi sono sentito stupido tante volte”, rivela Rosso, sul palco del convegno, insieme a Enrico Mentana, a Milano in veste di moderatore della giornata. “Una di quelle che ricordo di più è stata quando, tanti anni fa, avevo fondato da poco Diesel, ho deciso di aprire un negozio, il primo, addirittura a New York”. Insomma il vero cambiamento risiede nell’anticipare i tempi, coltivare i sogni e ascoltare i manager. “Ascoltare chi ti racconta la sua visione del prodotto e della sua azienda è una lezione incredibile, posso dire di aver preso quaranta master con tutti manager che ho fatto venire in sede per un colloquio”. Web e marketing: “rinunciarvi è la cosa più sbagliata che si possa fare soprattutto in tempi di crisi”, sono altri fattori imprescindibili per restare sul mercato e mantenersi competitivi secondo il fondatore di Diesel, che sta 
scrivendo anche un libro per Rizzoli. “Racconterò le stupidate che ho fatto”.

 

Passione, cura del prodotto e difesa del made in Italy sono al contempo fattori di crescita e grandi opportunità per le aziende della moda italiana anche secondo Diego Della Valle, presidente e amministratore delegato di Tod’s, gruppo a cui fanno capo i marchi Tod’s, Hogan, Fay e Roger Vivier. “Bisogna rimettere un po’ di anima in un mestiere che è diventato solo numeri e bilanci. Dobbiamo fare un’analisi da innamorati del prodotto”, spiega Della Valle che si chiede se sia giusto fare una licenza per tutto. “Dal signor Barilla voglio comprare la pasta oppure un orologio?”. Salvaguardare e promuovere lo stile italiano è la strada giusta per far crescere il made in Italy. “Ricominciamo a produrre le cose che sappiamo fare e diciamolo”, ribadisce il presidente di Tod’s.
 
 
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