L’UE boccia il regolamento della dicitura ‘Made in’

Chiediamo ai parlamentari europei italiani e al nostro governo di schierarsi a difesa dei produttori italiani e di assumere iniziative per tutelare una chiara e inequivoca identificazione dell’origine dei prodotti e delle lavorazioni. Chi parla è il presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini, in occasione degli Stati generali per la lotta alla contraffazione. L’argomento è di radicale importanza soprattutto in Italia, paese che vanta una lunga tradizione artigianale, e in un periodo economico così critico. Pensate che l’origine dei prodotti influenza gli acquisti di 129 milioni di consumatori europei, e solo in Italia l’attenzione all’origine dei prodotti riguarda 25 milioni di persone, cifre da far girar la testa! “Con la bocciatura del regolamento sul made in da parte della Commissione europea – ha sottolineato Guerrini – l’Europa ha rinunciato a un’arma fondamentale contro la contraffazione e rimane l’unico continente che non prevede alcuna tutela per l’origine delle proprie merci”.

Conoscere l’origine dei prodotti è fondamentale per i consumatori italiani ed europei, al fine di tutelare il loro diritto alla corretta informazione su ciò che acquistano. I consumatori cercano e richiedono prodotti Made in Italy e sono disposti a pagare un premium price pur di avere un prodotto fatto in Italia, a regola d’arte. Ma pare proprio che l’Unione Europea non voglia valorizzare tale patrimonio.

In questi giorni è stato presentato un piano che per la prima volta riunisce tutti gli attori istituzionali e non, nella battaglia per la tutela del made in Italy. Si tratta del primo Piano Nazionale per la Lotta alla Contraffazione, presentato a Milano in occasione dei primi Stati Generali per Lotta alla Contraffazione. Sei le macro-aree di intervento: comunicazione e informazione; enforcement; rafforzamento del presidio territoriale; formazione alle imprese; lotta alla contraffazione via internet e tutela del Made in Italy da fenomeni di usurpazione all’estero. Importante l’attenzione posta sulla tutela della proprietà industriale dato che in Italia c’è molta creatività, ma non la sua tutela. Il mercato della contraffazione genera un giro d’affari stimato in circa 6,9 miliardi di euro e un mancato gettito fiscale di 1,7 miliardi e solo nel comparto moda-tessile, come ha sottolineato il presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana Mario Boselli, incide per circa un terzo del fatturato. Più di un italiano su due acquista prodotti contraffatti, soprattutto per i capi di abbigliamento e gli accessori contraffatti dei grandi brand. Ecco perché è necessario far comprendere ai consumatori che la contraffazione è un fenomeno criminale e che non solo danneggia i diritti dei produttori ma contribuisce ad alimentare il giro d’affari delle grandi organizzazioni criminali.

Share!
, , , , , ,

Leave a Reply