La moda non è una cosa seria. Difatti è serissima!

  1.  Si è sempre guardato alla moda come qualcosa di frivolo, da guardare con scarso interesse. La moda è creatività permanente, innovazione. I responsabili delle istituzioni non sanno nemmeno cosa sia la creatività.

  2. Il governo dovrebbe dare più spazio alla moda, oggi non è così vicino al sistema moda. Secondo me c’è poco sostegno ai giovani talenti e alle scuole che formano manager e designer, ma anche ai piccoli laboratori artigianali. Non possiamo lasciare morire questi piccoli laboratori.

  3. Chiunque governerà il Paese deve dare una mano a chi tutti i giorni tiene alta l’immagine dell’Italia. Sarebbe un suicidio non supportare chi lavora seriamente e vuole internazionalizzarsi e anche le banche dovrebbero fare la loro parte.

abiti

Un coro unanime di dissensi è partito da alcune delle personalità italiane più importanti del fashion system, non solo nel nostro Paese ma anche a livello mondiale. Imprenditori di successo, self-made men presenti in tutte le più belle vie del lusso di ogni angolo del pianeta. Caratteri, stili e target completamente differenti tra loro, ma con una medesima visione sullo stato di cose attuali in Italia. In ordine: Santo Versace, Renzo Rosso e Giorgio Armani, ecco gli autori delle dichiarazioni in apertura di post. Francamente, leggendo le loro dichiarazioni, è impossibile non essere d’accordo. Vediamo un po’ di dati in merito, sul fronte occupazionale il sistema moda ricopre un ruolo primario all’interno dell’economia nazionale (fonte: rapporto Meridiano Moda- Studio sul sistema Moda Italiano ad opera di Italian Textile Fashion, Unioncamere e European House‐Ambrosetti),  il sistema moda della Francia soccombe di fronte alla concorrenza italiana (fonte: dati Euratex/Smi), e il fatturato tessile-moda nel 2012 ammonta a quota 50,5 miliardi di euro (fonte: Sistema moda Italia). Ma perché allora il comparto moda viene snobbato da buona parte dell’opinione pubblica e le istituzioni non si decidono a supportare imprenditori e artigiani di una tra le filiere più rappresentative del Made in Italy? Senza contare le possibilità di lavoro per i tanti giovani creativi che aspirano a lavorare nel campo della moda. Speriamo che chiunque salga al potere, tenga in considerazione quanto detto da Versace, Rosso, Armani e da quanti lavorano in questo settore e che hanno una visione reale della situazione.

 

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