Inventare nuove vie, credere nel cambiamento e nei giovani. La mia intervista a Matteo Marzotto

Un estratto del mio articolo per La Nuova Vicenza in collaborazione con NonSoloBorse.net. Una chiacchierata con Matteo Marzotto su impresa, moda e cultura.

Valentino: estro al servizio della donna e dell’eleganza raffinata, mentre pensando a Vionnet vengono in mente i tagli, le pieghe, i drappeggi, un’avanguardista dell’haute couture. Ma che cos’hanno in comune questi due brand?

Entrambi hanno una grande storia da raccontare, Valentino l’ha ingrandita e raffinata nel corso di 50 anni di lavoro, Vionnet è un brand che è stato fermo per quasi 70 anni ed è stato ripreso da me nel 2009. Forse madame Vionnet ha una storia ancora più affascinante dal punto di vista dell’innovazione perché ha veramente aperto una nuova epoca e di fatto ci ha consegnato la moda di oggi.

Moda e turismo sono due mondi diversi eppure accomunati dall’idea e dalla promozione della bellezza. Quanto contribuiscono a nutrire il Made in Italy?

Direi che sono le due industrie principali del nostro Paese. La filiera del turismo occupa circa 2 milioni e mezzo di addetti, tra diretti e indiretti, e produce circa il 9,5-10% del PIL italiano. La moda fa parte della nostra storia, diciamo il tessile e l’abbigliamento, e anche come distretto industriale l’Italia rimane, per l’altissimo di gamma sia da uomo che da donna, il più importante del mondo.

Che cosa è cambiato oggi rispetto a qualche anno fa rispetto al tema della responsabilità sociale d’impresa?

Fare impresa significa comunque rilasciare valore, diciamo ricchezza, e l’impresa equilibrata rilascia ricchezza semplicemente perché ha una filiera di fornitori, di dipendenti e poi di clienti, quindi lo fa intrinsecamente.

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