DressCode: la mia nuova rubrica per 35mm.it

Vi voglio segnalare il mio nuovo spazio sul sito del magazine italiano dedicato al cinema 35mm.it. La rubrica, in cui parlerò di cinema e moda, si chiama Dress Code. Mi è sembrato il nome più adatto dato che cinema e moda sono entrambi dei codici comunicativi. Codici che hanno davvero molto in comune, come cercherò di sottolineare nel corso del tempo, affrontando diverse tematiche nei miei articoli. Tutti gli articoli usciranno il 10 del mese. Il primo pezzo che ha inaugurato la rubrica è uscito il 10 luglio, l’ho intitolato Super (fashion)eroi mania!.

Mentre Batman entra nella terza età soffiando su 75 candeline e il nostro Gabriele Salvatores dirige Il ragazzo invisibile, film sulla storia di un ragazzino dotato di superpoteri (nelle sale italiane dall’11 Dicembre), allo stesso modo pare che anche sulle passerelle i supereroi siano di moda. Sebbene l’eroe emerso dalle tenebre, quello che è stato definito come il più umano dei supereroi, tornerà protagonista sugli schermi tra più di un anno, sia sul web che nella moda non mancano i riferimenti al suo total look dark. Ebbene sì, l’uomo pipistrello, non me ne vogliano i fan, non può che essere l’eroe più amato dalle fashion-victim.

Come? Ma è logico! Il nero è un evergreen (perdonate il gioco di parole) e sta bene su tutte e in tutte le situazioni. Indossato sfina e regala un aspetto professionale. Diciamo no alle improbabili calzamaglie colorate indossate dai suoi colleghi… E nel make-up? Lo smokey è perfetto perché dona uno sguardo sofisticato e al contempo tenebroso in pochi istanti. Diciamoci la verità, l’alter ego di Bruce Wayne ci sta così simpatico perché un po’ ci ritroviamo in lui. Anche noi donne quando siamo senza trucco e non indossiamo il nostro tubino nero ci sentiamo un po’ perse.

E poi quanto è divertente indossare una maschera? Batman ne indossa sempre una ed è un eroe elegante e discreto, non tutti i miliardari lo sono.

Deve aver pensato la stessa cosa il fashion designer belga Martin Margiela quando ha fatto sfilare in passerella le modelle mascherate. Queste ultime hanno indossato più volte delle strepitose maschere che coprivano tutto il volto ribaltando la regola della riconoscibilità della top model, del volto celebre, per far finalmente parlare solamente i vestiti. Il più sfuggente degli stilisti, per moltissimi anni ha creato un alone di mistero intorno alla propria identità, sia nella vita privata che professionale: pochissime foto e neanche un’intervista. L’ossessione di Margiela per queste maschere-gioiello, tempestate di coloratissime pietre preziose con disegni di fiori e diverse fantasie, ha ceduto il posto nella collezione S/S 2014 al minimalismo e all’essenzialità del colore nero.

Anche Re Giorgio (Armani, ndr) ha fatto della t-shirt nera la propria divisa. Il little black dress firmato Givenchy, indossato dalla divina Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany, ha contribuito a creare un mito.

Si potrebbe scrivere un’intera antologia sul nero nella storia della moda, a dimostrazione che le virtù del colore per eccellenza sono tante e volendo ancora inesplorate.

Mi sono prefissa uno scopo: parlare di abiti, costumi, red carpet e tutto ciò che ruota attorno al mondo del cinema, con ironia e cercando di divertirvi. Spero di essere riuscita nello scopo!

Share!

Leave a Reply