DressCode: il Festival del film di Locarno

ll secondo pezzo uscito su Dress Code per 35mm.it parla del Festival del film di Locarno e del suo fashionissimo premio: il Pardo d’oro.

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© Festival del film Locarno

Ogni agosto amanti e addetti ai lavori della settima arte si riuniscono a Locarno, crocevia di tre grandi culture europee, italiana, tedesca e francese, per il Festival del film di Locarno.

La manifestazione, fondata nel 1946, vanta sicuramente anche il premio più fashion. Infatti è detto anche Pardo Festival dal nome della statuetta, ideata dallo scultore locarnese Remo Rossi, a forma di leopardo rappresentante il premio principale. Tale premio, che prima aveva altri nomi e la forma di una piccola barca a vela, viene assegnato dal 1968.

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© Festival del film Locarno

Ma il leopardo iniziò a spopolare ben prima… Negli anni ’30 e ’40 furono proprio attrici come Joan Crawford, Rita Hayworth, Bette Davis e Josephine Baker a indossare per prime le stampe leopardate. Sì, perché negli anni ’30 la tendenza stilistica di usare tessuti stampati con disegni e colori che riprendessero la pelliccia degli animali era in gran voga.

Nei decenni seguenti tornerà poi di moda, al punto di diventare un marchio di riconoscimento per alcuni stilisti come ad esempio Roberto Cavalli.

Ma torniamo al Festival che, non più fratello minore delle rassegne ambientate a Cannes e Venezia, giunge alla sua 67esima edizione, la seconda sotto la direzione artistica del torinese Carlo Chatrian.

La selezione dei titoli in gara e degli ospiti è di tutto rispetto, difatti quest’anno anche tre nomi importantissimi del cinema internazionale saranno presenti: Roman Polanski, Emmanuelle Seigner e Giancarlo Giannini. Insieme alla Seigner, Polanski introdurrà la proiezione di Venere in pelliccia, con cui si concluderà la serata di giovedì 14 agosto in Piazza Grande.

A seguire, venerdì 15, il regista di Carnage terrà una lezione di cinema per i giovani emergenti della Locarno Summer Academy (il programma formativo del Festival di Locarno ideato per giovani registi, critici e studenti, ndr) e il pubblico del Festival.

Giancarlo Giannini riceverà l’Excellence Award Moët & Chandon, riconoscimento che ogni anno viene dedicato ad attori di fama internazionale. L’insuperabile attore e regista sarà anche uno degli ospiti d’onore della retrospettiva Titanus dedicata all’omonima casa di produzione italiana. Giannini la sera del 12 agosto riceverà il premio per la sua imponente filmografia, più di 140 titoli, in Piazza Grande. L’Excellence Award quest’anno sarà assegnato anche a Juliette Binoche.

Per quest’edizione del Pardo, sebbene le presenze italiane siano varie, ci sarà un solo film in concorso per il Pardo D’Oro, si tratta di Perfidia del regista originario di Sassari, Bonifacio Angius. Il film interamente girato in Sardegna con il contributo di Regione Autonoma della Sardegna, Fondazione Sardegna Film Commission, Fondazione Banco di Sardegna, Comune di Sassari, Camera di Commercio di Sassari e Banca di Sassari, racconta la storia del riavvicinamento tra un padre (interpretato da Mario Olivieri) e un figlio (Stefano Deffenu).

Anche gli altri interpreti del film sono sardi, nomi non celebri al grande pubblico. Sebbene l’ambientazione sia locale, i temi affrontati sono universali. Sassari viene raccontata come una provincia italiana simile a tante altre e protagoniste sono la disoccupazione, i rapporti familiari non pienamente vissuti e la mancanza di aspirazioni.

Ad aprire il Festival in Piazza Grande, vero cuore pulsante del Festival, capace di accogliere 8.000 spettatori, ci sarà il film di Luc Besson, Lucy. Un action-movie fantascientifico interpretato da Scarlett Johansson, Morgan Freeman e Min-sik Choi, l’attore coreano protagonista del film cultOldboy di Park Chan-wook.

Nel corso degli anni il logo del Festival ha subito una serie di restyling.

Tutto è partito da un’idea molto semplice: una serie di pennellate nere su fondo giallo, appunto per richiamare il manto del leopardo. Nel 1982 concept e realizzazione dell’immagine coordinata sono state affidate all’agenzia di Zurigo GGK, di Hermann Strittmatter e Fredy Weiss. Poi nel 2007, in occasione del 60° anniversario del Festival, il Presidente Marco Solari ha incaricato un’agenzia di Londra, la Jannuzzi Smith, di rilanciare sia l’immagine che la comunicazione, mantenendo l’idea delle macchie di leopardo. Insieme al rinnovamento d’immagine è venuta anche l’abbreviazione del nome in Pardo Festival, più breve e affascinante, oltre all’uso di un nuovo font.

E a chi di voi si stesse chiedendo se l’animalier sia ancora di moda, la risposta non può che essere affermativa: Ieri, oggi, domani, tanto per rimanere in tema cinematografico!

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