D&G: da Spiga2 il total look griffato è morto

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Dolce&Gabbana lancia un’iniziativa unica per Milano. Nel multi-brand store Spiga2 il duo ha messo in vendita oltre alle loro collezioni, quelle di 24 stilisti emergenti, tra cui Lamberto Petri, Fausto Puglisi, Elisa Palomino, Sophie Theallet, Erkan Çoruh. 


La volontà di D&G è quella di trasformare il loro rapporto con il cliente finale, cambiamento che rientra nel progetto più grande del rinnovo di Spiga2 da classico negozio a punto d’incontro. Ecco allora i famosi Tea Party con musica, cupcake e pasticcini organizzati nel weekend, cui partecipano persone di tutte le età (ed è facile incontrare anche Stefano e Domenico) perché il confronto diretto con il pubblico è stimolante e molto utile



Dato che il total look mono marca non va più, D&G ha pensato bene di interpretare le tendenze del pubblico di oggi che preferisce mixare i capi d’abbigliamento, offriamo noi direttamente un’opportunità cambiando le regole del mercato

Spiga2 non solo un negozio, ma un luogo di incontro e di confronto in cui mettersi costantemente in gioco. Le diverse culture si fondono per creare un linguaggio estetico innovativo, dove la tradizione guarda al futuro, la moda incontra la tecnologia e dove si vivono le atmosfere ospitali delle botteghe di una volta. Uno spazio che vuole aprirsi anche ai giovani e che ha l’obiettivo di diventare un luogo di dialogo, dove si può navigare, condividere contenuti, partecipare quasi attivamente alle attività del negozio stesso. 

Una volta contattati i giovani designer si è passati alla scelta dei capi, metà dei quali è stata scelta da D&G e la restante dagli stilisti perché come ricordano Stefano e Domenico: agli inizi della nostra carriera ci siamo scontrati con questo problema. Ciò che piaceva ai buyer magari non era quello in cui noi ci riconoscevamo di più
Ma dopo la selezione dei capi, la parola resta comunque al pubblico, è lui che decide. 

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