Collettivo Sartoriale: ricostruire l’abbigliamento

Venerdì 29 agosto, avrà luogo la conferenza stampa di presentazione di un nuovo progetto che unisce solidarietà e tecniche artigianali femminili. Sto parlando di Collettivo Sartoriale, progetto che nasce con lo scopo di riportare al centro della manifattura tessile la qualità e l’eccellenza. Tutto ha origine in un contesto di inserimento sociale per donne che vivono in situazioni di disagio, ma proprio grazie a queste donne si sviluppa in un laboratorio-sartoria di tipo creativo, organico e collettivo.

collettivo sartoriale

Per scoprire qualcosa di più, sappiate che domani alle ore 12, nella nuova sede di Collettivo Sartoriale (Via Castello, 18 Schio), interverranno la presidente della Cooperativa Samarcanda Alessandra Turcato, il modellista e direttore creativo e tecnico del progetto Alessio Berto, una sarta volontaria, una donna inserita nel percorso di reinserimento, l’Assessore al Sociale del Comune di Schio Cristina Marigo, l’Assessore ai Servizi alla Persona e alla Famiglia del Comune di Thiene Maurizio Fanton e il presidente della Cooperativa Progetto Zattera Blu Don Beppe Gobbo.

In poche parole è una sartoria creativa e collettiva che affonda le radici nel rispetto del Made in Italy e della solidarietà.

CS rientra nel progetto Re-living. Percorsi di opportunità per donne in condizioni di povertà e situazioni di disagio sociale finanziato dalla Fondazione Cariverona.

Alessio Berto che ho il piacere di aver già intervistato per Uncò Mag, fa parte di CS in veste di consulente modellistico e artistico.

Collettivo Sartoriale è in grado di:

– Ripristinare capi vecchi con lavori di taglio e cucito portandoli a nuova vita.
– Creare capi nuovi da uno o più capi vecchi o usati,
– Formare delle persone al lavoro di cucitrice e tagliatrice grazie all’esperienza di persone che hanno ancora queste competenze,
– Trasmettere la cultura dell’utilità dei capi di abbigliamento,
– Stimolare la creatività delle operatrici e dei clienti,
– Ricreare quel rapporto che c’era tra la sarta e il cliente, un rapporto di fiducia e di confronto.

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