Chiara Ferragni, la blogger più amata d’Italia?

Già nel 2012 erano state molte le polemiche, sul web, riguardo la capsule collection creata da Chiara Ferragni in occasione del decimo anniversario di Yamamay. Fiumi di parole contro la Ferragni e la sua collezione giudicate scialbe e insignificanti. E di riflesso anche contro il brand, Yamamay, che ha commesso il madornale errore di cancellare alcuni post giudicati offensivi e volgari. Ciò che è venuta a mancare è stata l’incapacità di Yamamay di comunicare con i suoi clienti. Perché non ha giustificato la scelta aziendale della testimonial? I dubbi rimangono, insieme al ricordo della cattiva gestione della crisi.

Yamamay-collezione-Chiara-ferragni

La Ferragni è un personaggio celebre dentro e fuori dal web, e proprio perché famosa può capitare che sia oggetto di critiche. L’incubo di gestire una crisi sui social network stavolta è toccato al brand Redken. In occasione del lancio del trattamento tono su tono Redken Shades EQ, la campagna social incentrata sulla bellezza dei capelli biondi della Ferragni, già peraltro marchio di fabbrica del famosissimo blog, è finita male, malissimo.  Le reazioni alla frase “Vorrei i capelli come Chiara Ferragni” sono state molto negative. Alcuni dei commenti: brutti?, sporchi?, unti?. È intervenuto l’amministratore della pagina obiettando: ma a voi che non piacciono i capelli di Chiara Ferragni, come vi piacciono?

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A questo punto mi chiedo e vi chiedo: oggi ha ancora senso proporre quelle che sono le icone del momento come testimonial?

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