Audrey a Roma. Esterno Giorno": la mostra all’Ara Pacis

 

AUDREY HEPBURN – Roma – 1960 Pierluigi Praturlon © Reporters Associati
 
Il Museo dell’Ara Pacis di Roma in occasione del 50° anniversario di Colazione da Tiffany e in contemporanea con il Festival Internazionale del Film di Roma, celebra Audrey Hepburn attraverso la mostra-omaggio, Audrey a Roma. Esterno Giorno, curata dal figlio Luca Dotti. 
 
 
Lo scopo è raccogliere fondi per il progetto di lotta alla malnutrizione infantile sostenuto dal Club Amici di Audrey per UNICEF, a cui la stessa Audrey ha dedicato una parte importantissima della sua vita in qualità di ambasciatrice.
Scatti inediti, video e oggetti personali in esposizione fino al 4 novembre che raccontano la vita sul set e quella privata della Hepburn. Le foto provengono dagli archivi di Reporters Associati, Photomasi, Istituto Luce e Kobal Collection. 
 
AUDREY HEPBURN SUL SET DEL FILM “GUERRA E PACE” – 1955 Pierluigi Praturlon © Reporters Associati
Una sezione è dedicata alle immagini dell’archivio UNICEF che documentano i viaggi di Audrey Hepburn tra i bambini di Bangladesh, Vietnam, Somalia, Sudan, Etiopia ed America Latina; solo alcune tra le varie missioni a cui l’attrice ha dedicato l’ultima parte della sua vita.
Mondadori Electa, in concomitanza con la mostra, pubblica il volume Audrey a Roma, curato da Ludovica Damiani e Luca Dotti con testi di Sciascia Gambaccini.
 

 

AUDREY HEPBURN E IL MARITO ANDREA DOTTI – 1970 © Photomasi
Ogni città nel suo genere è indimenticabile. Tuttavia, se mi chiedete quale preferisco, direi Roma…  il ricordo di questa visita non mi abbandonerà finché vivrò.
Audrey in Vacanze romane
 
 
Qui sotto un estratto del libro Audrey a Roma, testi di Ludovica Damiani:
GLI ANNI ’50
AL LAVORO SUL SET
Audrey in tutta la sua carriera girò meno di trenta film. Tre di questi a Roma. Tre pietre miliari. Vacanze romane di William Wyler è uno dei film più celebrati della storia del cinema, consacrò l’attrice alla fama mondiale e fece della Vespa un simbolo per il mondo intero. Guerra e pace di King Vidor è ancora oggi considerato come uno dei più grandi kolossal storici, Audrey recitò con il marito Mel Ferrer nel suo primo film a colori. La storia di una monaca di Fred Zinnemann, osannato da critici e pubblico e girato in gran parte negli studi di Cinecittà, regalò ad Audrey il suo ruolo prediletto.
GLI ANNI ’60
SOTTO I RIFLETTORI
Le prime, le serate di gala, le premiazioni ufficiali, sono un vero e proprio lavoro che per gli attori equivale ad uno sforzo a volte superiore rispetto alla recitazione. Audrey svolse anche questo ruolo in maniera egregia, sia in occasioni che la riguardavano direttamente come le proiezioni dei suoi film, che in altre, ugualmente mondane ma di pura partecipazione per l’attrice, in cui la sua sola presenza e il suo stile attiravano la massima attenzione dei fotografi e degli invitati. Roma l’accolse a braccia aperte, facendo tesoro di ogni sua singola apparizione.
GLI ANNI ’70
LONTANO DALLE SCENE
Abbandonato quasi del tutto il cinema, Audrey si dedica interamente al suo ruolo di mamma e moglie dimostrando che si può essere una grande star anche solo passeggiando per la strada, portando a spasso il cane, facendo la spesa, comprando il giornale, svolgendo il rito romano delle “pastarelle” della domenica, a braccetto con il proprio marito, per mano ai figli, dal fioraio, facendo shopping… Audrey diventa cittadina di Roma a tutti gli effetti e vive la sua vita tra il centro storico e i Parioli frequentando gli amici più cari, come una persona assolutamente “normale”.
 
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